ALCHIMIA delle SORGENTI ed ENERGIE DEI LUOGHI

Capo Mele, riportato sulle antiche carte Capo Melle con due elle, non ha niente a che vedere con i gustosissimi frutti, ma deriva dal termine “Meire” anticamente usato per indicare sorgenti e piccoli corsi d’acqua. Il promontorio, infatti, è ricchissimo di sorgenti, sia emerse, che sommerse ed era ben conosciuto per questo importante motivo anche dai naviganti del passato.
Gli antichi luoghi sacri si trovano spesso sull’incrocio di vie idriche sotterranee, da essi fuoriescono energie di natura magnetica che si possono percepire fisicamente ancora adesso. Nell’antica Grecia questi luoghi venivano definiti “Omphalos” che significa ombelico, ovvero un collegamento ideale fra visibile e invisibile.
Si potrebbe dire nulla di nuovo sotto il sole, oggi non si fa che vestire di parole e concetti l’istinto primordiale, quello che abbiamo perso nel traffico della nostra vita,
Così senza conferenze o dottrine, se predisposti e pronti, in “questi luoghi” possiamo percepire l’universo. Se poi proviamo a metterci in una condizione di ascolto profondo fermandosi ad ascoltare dentro noi stessi “sensazioni antiche”, avremo la possibilità di riattivare quella sorta di cordone ombelicale primitivo che ci lega indissolubilmente alla natura e alle sue leggi, ritrovando il nostro primitivo equilibrio interiore che il nostro DNA da qualche parte ha trattenuto.